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Impianto di selezione plastiche, metalli e tetrapak
Tramite la controllata Seruso Spa, SILEA gestisce uno dei 31 Centri di Selezione Secondari (CSS) Corepla attivi in Italia (5 in Lombardia), con una capacità di trattamento di 55.000 tonnellate di rifiuti all’anno.
I CSS Corepla sono centri gestiti da operatori specializzati nella gestione degli impianti di selezione e riciclo: SILEA è una delle poche eccezioni a livello nazionale, sia in quanto operatore 100% pubblico, sia in quanto gestore anche delle attività di raccolta.
Nello specifico vengono effettuate le seguenti attività:
- Selezione del flusso di raccolta differenziata multimateriale leggera (plastiche, alluminio, acciaio, tetrapak);
- Selezione degli imballaggi plastici (per polimero e per colore) per conto dei Consorzi COREPLA e CORIPET, nel ruolo di Centro di Selezione Secondario (CSS).
I benefici si estendono su un numero di abitanti molto ampio, che supera i Comuni quotidianamente serviti da SILEA. Infatti, il bacino complessivo è di oltre 1.200.000 di cittadini.
Nel corso del 2022, è stato ultimato il completo revamping dell’impianto.
Il sacco viola - Domande frequenti
Cosa si butta nel sacco viola?
Il sacco viola è destinato al conferimento di imballaggi in plastica, metalli e tetrapak: consulta i volantini informativi o il nostro “Abc Dove lo butto” per tutte le informazioni
È necessario lavare accuratamente i contenitori prima di conferirli nel sacco?
I contenitori devono essere vuoti e senza residui, ma non è necessario che vengano lavati. L’acqua è un bene prezioso, usiamo il buon senso e non sprechiamola.
Perchè vengono distribuiti sacchi viola con QrCode?
Su ciascun sacco viola è presente un QR Code che, al momento della distribuzione, viene associato all’utenza per poter attivare campagne di monitoraggio dell’andamento della raccolta differenziata e contrastare eventuali conferimenti non corretti.
Dove si ritirano i sacchi viola con QrCode?
Presso i distributori automatici o presso gli uffici comunali.
Pagherò la Tari (tassa rifiuti) in base al numero di sacchi utilizzati?
No, il sacco viola con QR Code è stato introdotto al solo fine di migliorare la qualità della raccolta differenziata, non è legato alla tariffazione, non viene pesato né conteggiato ai fini Tari.
Il processo di selezione dei rifiuti - Domande frequenti
Quale è la differenza tra raccolta differenziata e riciclo?
La raccolta differenziata è la separazione dei rifiuti per tipologia (ad esempio: plastica, carta, vetro, organico, ecc.) da parte dei cittadini, per consentire il successivo trattamento e recupero dei materiali.
Rappresenta dunque è il primo passo fondamentale per permettere il riciclo che, invece, è l’insieme dei processi industriali attraverso i quali i diversi materiali raccolti vengono effettivamente trasformati in materie prime seconde o nuovi prodotti.
Per avere il riciclo è dunque indispensabile la raccolta differenziata, ma non tutti rifiuti della raccolta differenziata possono essere riciclati.
Attualmente, la normativa nazionale misura le performance ambientali dei Comuni sulla base della percentuale di raccolta differenziata. Tuttavia, a livello europeo si sta sviluppando un nuovo approccio basato sull’effettiva percentuale di riciclo, focalizzato dunque sulla percentuale dei rifiuti effettivamente reimmessi nei cicli produttivi. Questo orientamento sarà sempre più centrale nei prossimi anni.
Come vengono separati tutti i diversi materiali presenti nel sacco viola?
I sacchi viola raccolti negli 87 Comuni Soci di Silea vengono portati presso l’impianto di selezione dei materiali di Seruso a Verderio: è una vera e propria factory del riciclo ad altissima concentrazione tecnologica, dove – oltre ai rifiuti lecchesi – vengono separati e avviati a riciclo i rifiuti prodotti da circa il 10% dei cittadini lombardi.
Attraverso 6 diverse tecnologie di separazione automatica dei materiali, oltre 100 nastri trasportatori – per uno sviluppo di 1,4 chilometri -, vagli, selezionatori magnetici e 15 separatori ottici di precisione, l’impianto di Seruso è in grado di riconoscere e separare fino a 20 tipologie di rifiuti, e fino a 16 diverse tipologie di plastiche.
Per scoprire nel dettaglio tutte le singole fasi di lavorazione, clicca qui.
Tutti i rifiuti raccolti nel “sacco viola” della raccolta differenziata multimateriale (plastica, lattine e tetrapak) vengono effettivamente riciclati?
Una parte dei rifiuti raccolti nel sacco della raccolta differenziata multimateriale (sacco viola) non è effettivamente riciclabile.
Ciò dipende sia da errori nel conferimento da parte dei cittadini, sia dal fatto che non tutti gli imballaggi in plastica possono essere trasformati in materie prime seconde dall’industria del riciclo.
Circa il 15% di quanto viene conferito all’interno del sacco viola è costituito da frazioni estranee non correttamente conferite dalla cittadinanza (come ad esempio carta, tessuti, piccoli RAEE e pannolini ecc.).
Questa componente “mista” viene scartata dall’impianto di selezione ed inviata all’impianto di termovalorizzazione per essere trasformata in energia elettrica e termica.
Ponendo maggiore impegno e attenzione nella raccolta differenziata, la percentuale di frazione estranea può calare e di conseguenza le performance di riciclo potrebbero ulteriormente aumentare.
Circa il 28% di quanto conferito nel sacco viola è inoltre rappresentato dal cosiddetto “plasmix”, un insieme di plastiche eterogenee che, per caratteristiche fisiche o composizione, non possono essere riciclate dalle tecnologie attualmente disponibili nel nostro Paese
Rientrano in questa categoria sia gli imballaggi “poliaccoppiati” – costituiti da differenti polimeri plastici stratificati o addirittura da differenti materiali (esempio plastica e alluminio) – sia i materiali plastici frantumati o di piccole dimensioni, che l’impianto di selezione automatica non riesce a separare e a riconoscere.
E’ questo un limite intrinseco, che caratterizza tutta la filiera della raccolta differenziata e del riciclo delle plastiche su scala nazionale. Il plasmix viene inviato al Consorzio nazionale Corepla, che attualmente lo destina a recupero energetico. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito https://www.corepla.it/
Tuttavia, in futuro il recupero del plasmix potrebbe diventare possibile: sono infatti in corso di sviluppo nuove soluzioni tecnologiche (come la depolimerizzazione e altri trattamenti chimici avanzati) che – in prospettiva – potranno consentire il riciclo anche di tali plastiche complesse, trasformandole nuovamente in materie prime seconde o combustibili sintetici. Per questo motivo, nel frattempo, è importante continuare a raccogliere in modo differenziato anche questi materiali.
Che fine fanno i rifiuti riciclabili?
Dopo la selezione, i vari materiali selezionati vengono affidati ai diversi Consorzi Nazionali di Filiera per essere trasformati in materie prime seconde da reimmettere nel sistema produttivo e dare vita a nuovi beni.
Le plastiche riciclabili possono essere trasformate – a titolo esemplificativo – in nuovi imballaggi, oggetti e bottiglie in plastica riciclata, ma anche in fibre per la realizzazione di vestiti e tessuti.
Alluminio e acciaio sono materiali riciclabili all’infinito che, attraverso i Consorzi di riferimento, tornano ad essere lattine, vaschette, contenitori, ecc.
Anche il tetrapak è un materiale riciclabile composto da carta, plastica e alluminio. Questo significa che un cartone per bevande può essere trasformato in asciugamani di carta, confezioni in cartone, cassette e altro.
| TIPOLOGIE DI PRODOTTI SELEZIONATI PER IL RICICLO (ANNO 2024) | TONNELLATE |
|---|---|
| Contenitori per liquidi | 10.928 |
| Film da imballaggio | 5.990 |
| Altri imballaggi plastici | 3.813 |
| Imballaggi in acciaio | 2.866 |
| Imballaggi in alluminio | 625 |
| Imballaggi poliaccoppiati a base cellulosica | 953 |
| Ferro ed altri metalli | 147 |
| Sottoprodotti competenza Corepla/Coripet | 12.459 |